Un sostegno alla ricerca per una DBS più efficace

Costante, e possiamo anche dire “storico”, è il lavoro dell’Associazione Parkinson Trento nell’ampliare il panorama di proposte e progetti volti a sostenere il percorso e il benessere dei propri soci. Accanto alle attività di supporto, informazione e assistenza, importanza è rivolta anche a sostenere iniziative con un orizzonte temporale medio lungo per migliorare le opportunità terapeutiche e la qualità della vita delle persone con Parkinson.

Da ultima la scelta di cofinanziare una borsa di studio del dottorato di ricerca triennale in “Medicina di Precisione centrata sulla persona” del Centro Interdipartimentale di Scienze Mediche (CISMed) dell’Università di Trento, in collaborazione con il Dipartimento di Neuroscienze dell’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata del Trentino (ASUIT). 

Lo studio mira a rendere i trattamenti DBS (Deep Brain Stimulation, ossia stimolazione cerebrale profonda, una terapia chirurgica in cui viene impiantato un dispositivo medico simile a un pacemaker) più efficaci e appropriati, favorendo una migliore selezione dei pazienti e una maggiore personalizzazione delle cure, con possibili benefici concreti per le persone con Parkinson e le loro famiglie. L’attività di ricerca sarà focalizzata sull’analisi delle neuroimmagini nei pazienti sottoposti a stimolazione cerebrale profonda, con l’obiettivo di migliorare la capacità di prevedere gli effetti cognitivi e motori dei trattamenti e contribuire quindi allo sviluppo di terapie sempre più efficaci e personalizzate.

Un’azione di filantropia territoriale che conferma quanto l’Associazione Parkinson Trento sia attiva e presente nel dialogo tra Università di Trento, Azienda Sanitaria Universitaria Integrata del Trentino e finanziatori privati. Un ruolo che la vede ugualmente attiva nell’indirizzare risorse private verso una ricerca con potenziali ricadute sulla pratica clinica e sulla qualità delle cure a cui si aggiunge la volontà di supportare e sostenere concretamente la ricerca neuroscientifica sul territorio. Infatti, progetti di alto profilo scientifico hanno una ricaduta positiva nel rappresentare nuove opportunità per le giovani competenze.

Il dottorato sarà sviluppato in collaborazione con il professor Silvio Sarubbo, docente dell’Università di Trento e direttore dell’Unità Operativa di Neurochirurgia e del Dipartimento di Neuroscienze di ASUIT, e con la dottoressa Maria Chiara Malaguti, direttrice dell’Unità Operativa di Neurologia dell’Ospedale di Rovereto.